domenica 14 dicembre 2008

Una voce fuori dal coro - Breve riflessione sui metodi di trasmissione del messaggio di salvezza da un’esperienza in metropolitana

Chi di noi salendo sulla metropolitana non ha provato fastidio (o perlomeno lo ha riscontrato negli altri) per l’assalto di quanti chiedono soldi. C’è chi lo fa suonando più o meno abilmente uno strumento, chi implora pietà raccontando le disgrazie della sua vita, chi facendo elemosinare un bambino. Come credenti spesso siamo imbarazzati perché vorremmo aiutare queste persone ma non sappiamo come farlo in maniera efficace.Un giorno, dall’indistinto mondo dei “mendicanti metropolitani”, col quale venivo quotidianamente a contatto, si distinse un uomo speciale. Italiano, alto, sulla quarantina, chitarra elettrica alla mano. Iniziò a suonare ed improvvisamente tutti furono attratti dalla sua musica: voce soave, abile suonatore, persona discreta. Rimasi incantata! Attorno a me le conversazioni si interruppero, gli mp3 si spensero, le letture si fermarono. Incredibile! Ma cosa aveva quest’uomo di diverso dagli altri? Perché quando saliva sulla metropolitana le persone sembravano stranamente felici? Di colpo nella mia mente si affacciò un’associazione di pensiero tra quest’uomo e il nostro modo di evangelizzare. Se il mondo fosse una metropolitana e i credenti le persone che con i più svariati mezzi cercano di attrarre l’attenzione, le persone da evangelizzare, vittime ogni giorno di numerosi messaggi religiosi diversi, a chi dovrebbero credere? A Maometto? O piuttosto a Gesù? E perché non a Buddha? E qualora decidessero di essere cristiani dovrebbero diventare cattolici, ortodossi o protestanti? Quanti messaggi diversi ricevono ogni giorno le persone attorno a noi! E quanto sono seccate da questi messaggi! Guardando quell’uomo in metro, ho pregato il Signore dicendo “fa che il messaggio dei tuoi figli sia altrettanto efficace, fa che siano una voce fuori dal coro!”.Quell’uomo non aveva bisogno di urlare per attrarre l’attenzione, non aveva bisogno di passare tra la gente a raccogliere soldi perché era la gente ad alzarsi per donarglieli! Era educato, gentile, discreto e allo stesso tempo terribilmente capace! La sua musica era di un livello talmente alto che non aveva bisogno di altri mezzi all’infuori di sé per coinvolgere le persone.Al termine della sua esecuzione diverse furono le persone (me compresa!) che si alzarono per congratularsi e chiedere informazioni. Nei giorni seguenti scoprii che in breve tempo quell’uomo si era fatto molti amici (fu chiamato anche a suonare in alcuni locali).Il messaggio di salvezza che noi proclamiamo non può confondersi tra le miriadi di voci di questo mondo, perché esso è il Vangelo di Dio! Dovremmo interrogarci più spesso sulle modalità con le quali trasmettiamo a chi ci sta intorno questo messaggio così potente. Dovremmo chiederci più spesso se la nostra “qualità” di credenti in termini di spiritualità, santificazione e preghiera è davvero efficiente. Non abbiamo bisogno di inventare chissà cosa per comunicare Gesù. Il nostro messaggio non può e non deve essere uno dei tanti. Gesù, aiutaci a fare la differenza: tu solo sei il Salvatore. “La voce del peccato è forte, ma la voce del perdono è ancora più forte.” (D. L. Moody)

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