sabato 30 gennaio 2010

Al caffè letterario

La gente accorre curiosa,
per amore della nuova parola,
o forse solo per ripararsi dalla pioggia.

Il vecchio grammatico si diletta nelle radici greche.

Aroma di caffè.
Profumo di scrittura.

Il giovane scrittore arrossisce spaventato dal giudizio degli specialisti.
Si scrive per se stessi o per essere letti?

Lo sguardo scorre veloce sui libri;
rido amaramente di romanzi un tempo amati:
quante bugie solo per vendersi.
Ringrazio il cielo che la lettura sia terminata.

E un nuovo libro è venuto alla vita.
Nessuna parola è banale.

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